Parlando con la gente, leggendo testi e pensieri di scrittori o persone " comuni" mi chiedo sempre perchè questi pensieri non siano mai divampati nel pubblico, nel collettivo.
A ciò si aggiunge un senso di miseria, quasi una sensazione di bassezza, dovuta all'inutilità dello scrivere, chiedersi perchè tante grandi idee non vengano mai divulgate.
Penso che forse un pensiero diventi importante quando riesca ad accalappiare il consenso ed il pensiero collettivo, quando riesca ad entrare in risonanza con esso, ad esprimere in poche parole il pensiero sociale non detto, il non espresso.
Forse solo queste tipologie di idee riescono a trovare furore ad emergere e a rendere il creatore degno di essere chiamato Scrittore.
“ In questa notte di incubi e terrore, ritrovo dinanzi a me i fantasmi del passato. Essi danzano con le angosce del mio futuro intorno a quel fuoco ormai in fin di vita. Ancora sanguinante, tendo il mio cuore verso le sue mani. Ma quell'ombra, che nella mia misera vita ha rappresentato la luce, ora artefice della mia morte, si allontana per sempre dalle mie brame. Non mi rimane che la notte..”
mercoledì 8 febbraio 2012
giovedì 5 gennaio 2012
Albero della Vita
Molte volte vi diranno sei troppo serio o troppo frivolo, sei intelligente o finto sapiente, bello o brutto, sei tordo oppure ne imiti soltanto i tratti? Molte persone vi chiederanno ma sei masculo o si femmena?
Sono e siamo tutto questo:
Dal grande albero creato da Gea, raccolgo tutti i frutti che più mi aggradano per poter colorare il mio spirito di vari pastelli e acquerelli.
Strac, stacco un frutto, dal ramo della famiglia, e lo divoro.. assumendo tratti un po' di mia madre, un po' di mio padre e un po' di mio fratello, cugino, zio, nonne e pronipoti.
Stratac, stacco un altro frutto, dal ramo dei gruppi, vecchi e nuovi; costumi, modi e vizi di qui gruppi li inglobo dentro me, potendo vestire in modo giocoso o dovizioso i ruoli che mi spettano o quelli vietati.
Stratatac, stacco un ennesimo frutto, dal ramo transgenerazionale; tutto ciò che condivido assieme alla cultura del mio luogo, della mia regione, del mio stato, della mia Europa adesso è dentro me.
Infine, sazio di tutti quei frutti divorati, poggio la mia schiena sul tronco sedendomi sulle radici del grande albero, chiudo gli occhi e attimo dopo attimo, mentre la mia coscienza cede il posto al sogno, il mio corpo lentamente si fonde con il legno dell'albero mutandosi in un'unica essenza.
Divento così il portatore di quei frutti da me stesso divorati, muto nel simbolo di me stesso e delle società in cui vivo.
martedì 3 gennaio 2012
Articolo alla Luna
In tempi di crisi come questo, quindi da sempre, nella capitale del consumismo una giornalista si tormentava le dita alla ricerca di un articolo degno della fama del giornale in cui lavorava. Pensa che ti ripensa riesce finalmente a partorire un’idea: girerà per le strade della sua città per capire cosa sia l’Amore.
Armata di microfono, e telecameraman al seguito, inizia la sua ricerca. Il primo a capitare fra le sue grinfie è un ventenne sconsolato che girovagava sul prato di un parco.
“Ragazzo mi scusi” scandì la giornalista in maniera quasi materna “ saprebbe dirmi cos’è per lei l’Amore?”
Il ragazzo, quasi non aspettasse altra domanda rispose “ L’amore? Non so che dirle cara signora.. sono troppo giovane e ho avuto solo un’esperienza nella vita, andata male; ma si sa, la prima esperienza va sempre male!” .
La giornalista perplessa e delusa dalla risposta, decise allora di andare alla ricerca di un vero “esperto”.
Nei pressi di una strada rinomata per lo shopping, scovò una donna sui 40 anni. Pensò che ella sicuramente avrebbe avuto esperienza nel campo.
“Mi scusi” iniziò la giornalista, “posso farle una domanda [… ]“
La donna rispose “ L’Amore, chissà cos’è?! Come vede, mia cara, non sono affatto bella e oggigiorno si sa, si va alla ricerca SOLO dell’aspetto fisico.”
La giornalista rimase di sasso a quell’affermazione e decise di trovare una bellezza, naturalmente “esperta”. Ed eccola lì, un modella dai lineamenti di una Dea camminare verso di lei.
“ Signorina” la fermò subito la giornalista “ posso farle una domanda [ …]”
La modella rispose “ L’Amore? Non esiste! Ho provato mille passioni..ma dopo un po’ tutto svanisce e si rimane nella quotidianità, che noia! Preferisco esser sola, non crede?”
La giornalista sconsolata da quella intervista deludente decise di mollare tutto, scoprendo che forse l’Amore era un’invenzione per bambini come Babbo Natale o Gesù Bambino.
Tornando a casa, chiacchierando col suo amico telecameraman, scovò un ragazzo sorridente seduto su una panchina, mentre osservava la Luna illuminare le altre stelle.
“ Scusami” disse titubante la giornalista “ come mai sorridi?”
Lui rispose:
“ Osservo la mia amica, la Luna. Lei mi parla, e mi ricorda che c’è Amore in ogni cosa che facciamo. Mi ricorda che non importa se 1000 persone non sono le persone adatte che io possa amare, ci saranno sicuramente 5 in tutta la città che io potrò amare alla follia! Un gran numero 5, non crede? Posso addirittura scegliere fra queste 5! Mi ricorda, la Luna, che l’Amore è l’unica cosa valida su cui si può aver fede; mi ricorda, la Luna, che se io, un giorno amerò l’uomo della mia vita, lo amerò anche perché ho impiegato anni e anni per trovarlo, lo amerò perché non ho avuto paura di rimanere solo, lo amerò perché non ho preferito una persona che non amo a Lui. Mi ricorda, la Luna, che ognuno ha i suoi valori e i suoi canoni di ricerca, pertanto non mi rattristo se non rientro nei canoni altrui, d’altronde come me, anche gli altri avranno 5 o 6 persone da amare alla follia in tutta la città. Perché disperarsi allora se siamo brutti o belli, ricchi o poveri, vergini o esperti. Non importa, dice la Luna. Importa solo godere di ogni attimo della propria vita, osservare costantemente la propria esistenza con occhi d’amore, quindi occhi creatori di vita.
La Luna ricorda, l’Amore è osservabile solo nella luce di chi crede, mentre nell’oscurità degli scettici e dei cinici l’Amore urla ma nessuno l’ascolta.”
La giornalista sorrise a lui, a lei ( la Luna) e al pensiero del meraviglioso articolo che sarebbe riuscito a creare.
venerdì 28 ottobre 2011
sorde implosioni
Desideri inespressi sono quelli di un destino mai raccontato.
L'implosione ha inizio, i miei occhi si rifiutano ormai di guardare e pretendono che pugni serrati coprano con la forza le brutture di questo mondo, orecchie sorde son diventate, perchè stanco di ascoltare, la mia gola arrossata e infiammata per impedire alla mia bocca di dare consigli ad altri, quando egoisticamente vorrei tenerli per me.
Questa è la mia vita, dopo l'euforia viene sempre lei, la melanconia, a farmi compagnia: come insegnano i mie amici di mente, i bipolari.
Eppure, forse, in questo momento mi basterebbe poco. Mi basterebbe un orecchio vero a cui parlare, un viso candido a cui sorridere e un cuore caldo che possa detenere le mie angosce, elaborarle, ridandomi la pura serenità.
Probabilmente magia... ma non è forse questo ciò che accade in un vero rapporto d'amicizia, d'amore... e in analisi?
domenica 23 ottobre 2011
Questa sera un gatto mi ha sorriso
Questa sera un gatto mi ha sorriso.
Dopo aver vagato per mesi nei miei pensieri, alla ricerca di un passato ormai andato e di un futuro idealizzato, ritorno a vivere il mio presente: .. sarebbe anche ora.. non credi Dario?
...quel gatto mi ha sorriso... titubante si poneva verso me, con la coda amaliatrice ma le zampre già pronte alla fuga..
Mi dilettavo nel guardarlo, contemplarlo..ma ecco che la mia mano subito agiva, pronta a darle una carezza, concludendosi in una sua piccola fuga con la sua sinuosa coda elegantemente semimovente...
Quell'attimo è stato espressione del mio stato, del mio non contemplare l'esistenza, non dilettarmi del creato: del mio irruento e volgare agire, toccare, urlare.
...e invece...quest'anno..l'unica cosa di cui posso dilettarmi è la contemplazione dell'esistere...dato che per ora tutto il resto mi è negato, da Me stesso.
domenica 18 settembre 2011
fugaci sguardi negati
In quell'occhiata negata sentivo il tuo ricordo...
In quella distanza malcelata sento aumentare il mio desiderio per te
e al coltempo sento l'esigenza di andare via
e continuare.
Dover continuare per tornare a vivere
Dimenticare il tuo pensiero felice
per poter negare al mio distruttivo di eliminare le mie sanità egoiche.
Amami e t'amo
amiamoci in silenzio.
In quella distanza malcelata sento aumentare il mio desiderio per te
e al coltempo sento l'esigenza di andare via
e continuare.
Dover continuare per tornare a vivere
Dimenticare il tuo pensiero felice
per poter negare al mio distruttivo di eliminare le mie sanità egoiche.
Amami e t'amo
amiamoci in silenzio.
martedì 23 agosto 2011
Abitudinarie serenità
Svegliarsi di mattina, presto.
Poggiare i piedi fuori da letto, con la voglia di iniziare una nuova giornata.
Andare in cucina, preperare e fare colazione... una tazzina di caffe, niente di più.
Lavarsi, vestirsi ( abbinando i colori, apparendo sempre al meglio) e correre giù per le scale per andare a prendere il bus... direzione università.
Trenta minuti di bus, più che sufficienti per svegliarsi completamente e pensare alla giornata che mi spetta o mi aspetta.
Passo la mattinata in biblioteca, dopo una seconda colazione ( questa volta con cornetto) al bar, una chiacchiera-pausa con amici e poi nuovamente in biblio a studiare o scrutare altri studenti che passano per la sala.
Pranzo veloce, chiacchiere e nuovamente studio ( o lezioni).
Una normalissima routine, abitudini... un semplice equilibrio che nella sua globalità creava una stabile serenità degna d'essere vissuta.
Nella speranza che quest'anno mi possa ridonare questa abitudinaria serenità... mi godo gli ultimi caos di questa estate.
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